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Il solito ritardo: Ed io che vengo prima! Ah, eccoti alla fine. Hai messo quella gonna Che vola ad ogni passo Offrendo le tue gambe A sguardi clandestini. Ma tanto non t'importa, Se poi vieni guardata, Nemmeno più da me. È un modo come un altro, Neppure il più riuscito, Per vincere la noia. Ma in fondo pure questa Non è che un'abitudine: Un gesto privo d'ansia E vuoto di piacere. Ti dico che sei bella, Appena sali in auto: Sei bella come sempre. E mentre passeggiamo Osservo il movimento Dei piedi quasi nudi: Un tempo m'eccitava, La loro danza sghemba; Adesso trovo solo Che il passo è troppo incerto. La maglia è trasparente E mostra un poco i seni Per chi voglia guardarli. A me non interessa: Li ho visti troppe volte E troppo li conosco. Conosco tutto troppo, Non sono più curioso. Lo slancio s'è esaurito Il gioco ora è noioso. S'è fatto tardi, vero? Se vuoi restiamo ancora. Ok, ti porto a casa. |
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Torna sui tuoi passi... (Storie di nessun giorno) Torna all'inizio del cammino... (Cerchio senza centro) |