Il solito ritardo:
Ed io che vengo prima!
Ah, eccoti alla fine.
 
Hai messo quella gonna
Che vola ad ogni passo
Offrendo le tue gambe
A sguardi clandestini.
 
Ma tanto non t'importa,
Se poi vieni guardata,
Nemmeno più da me.
 
È un modo come un altro,
Neppure il più riuscito,
Per vincere la noia.
 
Ma in fondo pure questa
Non è che un'abitudine:
Un gesto privo d'ansia
E vuoto di piacere.
 
Ti dico che sei bella,
Appena sali in auto:
Sei bella come sempre.
 
E mentre passeggiamo
Osservo il movimento
Dei piedi quasi nudi:
 
Un tempo m'eccitava,
La loro danza sghemba;
Adesso trovo solo
Che il passo è troppo incerto.
 
La maglia è trasparente
E mostra un poco i seni
Per chi voglia guardarli.
 
A me non interessa:
Li ho visti troppe volte
E troppo li conosco.
 
Conosco tutto troppo,
Non sono più curioso.
Lo slancio s'è esaurito
Il gioco ora è noioso.
 
S'è fatto tardi, vero?
Se vuoi restiamo ancora.
Ok, ti porto a casa.
 
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